Pineider “La Grande Bellezza” Arco

Pineider è una antica azienda di Firenze che iniziò la sua attività più di duecento anni fa nell’industria cartiera, successivamente si impose anche nel settore della pelletteria ed oggi sta producendo interessanti penne stilografiche. Ha poco tempo fa si impose costruendo una penna in resina a cartuccia/converter chiamata Avatar.

Oggi presenta una nuova penna in tiratura limitata a 888 pezzi a pistone: “La Grande Bellezza” Arco. È una penna in resina ma vuole essere un omaggio alle antiche penne in celluloide infatti è realizzata con la mescola di diverse resine che ne danno una colorazione unica. La sezione invece è in metallo con piccole finestrelle per il controllo del livello di inchiostro. Anche il fondello, dove si trova il pistone, è in metallo e permette di calzare indietro il cappuccio che ha la chiusura magnetica con il sistema brevettato denominato magnetic lock. La clip del cappuccio, a forma di piuma d’oca, è ormai caratteristico di Pineider ed è anch’esso un omaggio: questa volta alle prime penne d’oca.
Il pennino invece è un 14Kt rodiato Hyperflex. Più che flessibile potrebbe definirsi elastico, riesce a seguire la pressione della mano senza effetto memoria ed una lieve variazione di tratto senza arrivare alle estensioni massime dei pennini flessibili ottenuti per differente laminazione.
Tutte le parti della penna sono fatte in house da Pineider tranne il pistone che, ci è stato riferito, esser stato fatto da una nota casa tedesca non specificata.

Le impressioni sulla penna sono molto buone, appare ben bilanciata. Anche la scrittura è molto piacevole con questo nuovo pennino. Pur non essendo un pennino tecnicamente flessibile (tuttavia dichiaratamente non flessibile) il tratto rimane sempre molto preciso senza perdita di tratto oltre a garantire un minimo di variazione con leggera pressione.

La novità tuttavia è nel pistone, per la prima volta in una penna di questa marca. Si è mostrato abbastanza affidabile anche se non muovendosi la parte posteriore non ci si rende ben conto del movimento e se si trova su o giù all’interno del corpo se non si guardano le finestrelle del livello dell’inchiostro.

In sostanza la penna è piaciuta molto ed rimasta a lungo fra le penne inchiostrate. L’unico neo estetico, ma è una questione di gusti, è l’attacco dell’alimentatore e del pennino alla sezione che rimane circolare la e un pò abbondante se si guarda la penna frontalmente.

Di seguito trovate la prova video.