Piccola Reynolds

Girare per gli assolati mercatini estivi in un caldo pomeriggio di luglio è quasi surreale. I pochi venditori se ne stanno seduti all’ombra e la merce languisce sotto il caldo sole estivo mentre i pochissimi avventori in cerca di affari vagano sconsolati fra i pochi banchi cercando senza criterio un affare improbabile.

Ero già pronto a ripercorrere i miei passi e abbandonare quel desolato e irreale mercatino estivo, quando il mio amico mi ferma e mi fa notare su un banco alcune penne stilografiche. Non mi sembravano nulla di particolare ma tanto valeva dare un  occhio. In effetti non erano penne interessanti almeno per me così non chiesi neppure il prezzo. Le stavo già posando quando vidi in fondo alla piccola vetrina una piccola penna tutta nera, ero quasi sicuro che si trattasse di una biro ma l’istinto mi disse di vederla ugualmente.

Si rivelò essere una piccola stilografica dal pennino dorato e dalla clip lunga quasi tutta il cappuccio d’orata anch’essa ma ormai scolorita dal tempo. Era molto piacevole e in qualche modo mi ricordava la piccola Pilot Birdie, decisi di prenderla e non stetti neppure troppo a trattare sul prezzo che in effetti era di una decina di euro. All’interno notai subito una cartuccia standard ormai esaurita e nel pennino alcune incrostazioni di inchiostro blu.

Tornato a casa iniziai subito l’esame della penne e notai l’unica scritta sulla clip: “Reynolds”. Forse una delle penne prodotte dalla Reynolds International Pen Company, società fondata a Chicago nel 1945 da Milton Reynolds e rimasto famoso per aver aggirato il brevetto di Biro.

La penna è lunga meno di 10,5cm con il cappuccio e pesa 14,1gr.

Un bagno di pulizia completo ha permesso di poter iniziare scrivere con una nuova cartuccia blu Pelikan 4001 senza problemi, con un flusso regolare ma sicuramente non abbondante. Unica pecca la perdita di doratura sulla clip.

La penna ha un tratto fine e piacevole anche se è sicuramente piccola e quindi alla lunga stanca la mano. Non ho scoperto molto ne sulla penna ne sul modello, ma, a mio parere, è molto affascinante.

 

Impressioni sulla Ensso Piuma AL

 

La penna americana nasce da un progetto Kikstarter e colpisce subito per la sobrietà della linea e della confezione: un piccola scatola di cartone nero con scritta dorata dove la penna è letteralmente incastrata nella gommapiuma.

 

La chiusura è a vite e il cap manca di clip e non è fatto per essere posto dietro dato il peso già notevole della penna che senza cap già pesa 23gr per arrivare ai 32 con il cap.

L’unica scritta presente sulla penna è la marca Ensso sul cap, per il resto è fusto di alluminio e nero con un pennino nero anch’esso, si tratta di un Bock di misura #6.

La penna viene fornita di converter standard e cartucce.

L’esperienza di scrittura è molto piacevole con una bella sensazione di metallo. La scrittura del pennino EF con inchiostro Sheaffer Shrip è stata piacevole anche se ha dato l’impressione di non avere sempre un flusso costante, probabilmente merita un rodaggio maggiore e forse renderebbe al meglio con inchiostri tipo il Diamine, tutto sommato si è comportata bene anche se il tratto è sicuramente un EF di tipo europeo e non certo paragonabile all’EF giapponese.

 

Storia: inchiostro secondo Sailor

Sailor presenta in una veste elegante e raffinata la sua serie di inchiostri Storia in campioncini da da 20cl.

I colori presenti nella confezione sono: Purple, Blu, Green, Yellow Green, Yellow, Light Brown, Red e Pink.

Sono inchiostri al pigmentati resistenti all’acqua. Le tonalità sono quelle solari ispirata ai ricordi d’infanzia ed hanno la caratteristica di aciugare in fretta e rimanere molto luminosi.

Trattandosi di inchiostri per penne stilografiche con micro pigmenti qualche precauzione è d’obbligo: pulire la penna non oltre i 5 giorni dal riempimento, non riempire totalmente la penna se non si vuole usare totalmente e possibilmente pulire il pennino con prodotti adatti contenente ammoniaca.

Gli inchiostri possono essere mischiati fra loro ma non con altri inchiostri.